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La Storia

L’hotel La Ponche è nato nel 1938. La piccola osteria gestita dai genitori di Simone Duckstein, anima e memoria dei luoghi, era un semplice bar di pescatori che attraccavano i loro gozzi al mitico molo. Negli anni ’50 la sua semplicità grezza e la sua creatività luminosa hanno attirato divi e stelle. Essi arrivavano col Treno Blu che li liberava assonnati sul binario della stazione di Saint-Raphaël. Saint-Tropez era considerato un “piccolo paradiso”. Da allora l’Hotel ha accolto numerosi artisti, scrittori, registi leggendari venuti ad abbeverarsi alla fonte inarrestabile d’immaginazione e di leggerezza che rappresenta La Ponche. Scrivere, amare, installarsi per certi. E qui che è nato l’arte di vivere della Riviera. L’hotel La Ponche rappresenta per Saint-Tropez quello che una sorgente rappresenta per un fiume. Lontana dalla frenesia della corrente, l’albergo custodisce in una baia accogliente le origini dell’energia e dell’anima della città.

I figli del secolo raggiungevano Saint-Tropez “Piccolo Paradiso” dove li aspettavano caffè caldo e fette di pane tostato. Di tanto in tanto passeggiavano in auto come Françoise Sagan nella sua Jaguar X/440.

Simone aveva tredici anni quando la truppa di “Piace a troppi” si installò a La Ponche e fù testimone dello sgretolamento dell’idillio tra Bardot e Vadim sotto lo sguardo ardente di Jean-Louis Trintignant.nant.

Da allora La Ponche fu un susseguirsi magico di stelle. Boris Vian si infilava volentieri dietro il bar per servire i suoi amici Daniel Gélin, Michel Piccoli, Pierre Brasseur, Jean-Paul Sartre, o ancora Pablo Picasso…

Simone Duckstein ha osservato tutto questo con occhi spalancati, stupendosi degli uomini che erano “fedeli solo al loro numero di camera”. Numerose coppie celebri frequentarono le camere create nel 1951 tra cui Brigitte Bardot e Gunther Sachs, Bernard Buffet e la modella Annabel o Romy Schneider e Daniel Biasini…